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lunedì 13 marzo 2017

PM3. U’ PINNULO / La pillola

© Prospettiva Monka PM e i racconti ivi riportati sono Copyright e ® Stefano di Stasio 2016 e 2017.

Soundtracks consigliate:

Mi chiamo Alfonso Capotosta, ma tutti quanti al mio paese mi conoscono come U’ Kiuov’ perché alla tenera età di 7 anni, per scommessa con un mio compagno delle scuole elementari, mi ingoiai un chiodo da 12 cm. Mi ricordo ancora papà che si cacò sotto e mi accompagnò all’ospedale, per fortuna riuscirono a tirarmelo dallo stomaco con una calamita.
Di mestiere ho fatto l’ambulante, ora sto in pensione. Ci ho settanta anni e non me li porto tanto bene, anche se mia figlia mi dice sempre che sembro un giovanotto. Sì sì. U’ cazz’ u’ giovanott’! Mia moglie si chiama Concetta, è una donna casa e chiesa. E quello è il fatto e pure il problema, per me. Aspettate e fatemi parlare pekké , se no, mi scordo quello che vi voglio dire.
Le scommesse sono sempre state la rovina della mia vita. Vuie mi dicite e per quale motivo? E adesso ve lo conto.
Io stavo in grazia di Dio quando ero giovanotto, poi mia madre si mise nelle orecchie e disse che mi dovevo trovare una mugliera, tenevo ventiquattro anni. E va bene, io pensai, e dove la vado a prendere una mugliera?
La domenica tutte le donne del mio paese andavano a messa. O’ non ce nestava una che mi piaceva, erano tutte cesse sti’ bardasce, queste ragazze in età da marito.
Allora, siccome la messa si dice alla domenica anche negli altri paesi, mi accattai una lambretta, io lavoravo da quando tenevo sedici anni e i soldi ce li avevo, e mi misi a girare per tutte le chiese e le congreghe della mia zona,  e pure più lontano. In una giornata sola mi facevo pure cento chilometri.
 Così conobbi mia moglie, mio padre teneva la terra e, di quello che mangiavamo in casa comprava solo la pasta. Mia moglie c’aveva il padre che teneva il mulino vicino al fiume e la pasta non la pagava perché il pastificio, quando andava a ritirare la farina, gli regalava al padre un bel po’ di pasta, che tante volte nella sua famiglia non sapevano che farsene. Così io pensai: accussì nun accatt’ chiù nient, non comprerò più niente e perciò mi fidanzai con Concetta. E poi me la sposai pure e facemmo quattro figli: Anita, che è quella che mi dice u’ giovanott’, Assunta, Carmelina e Pasqualino, che è il più piccolo di età. Crescettimo i figli poi le mie figlie si cominciarono a sposare e a figliare e io addiventai nonno, che pe’ n’omme è na bella cosa!
Mia moglie si cominciò a fare anziana e certe cose non le voleva fare più. A me mi prodeva ancora, stu strunz’ che tengo in miez’ i’ cosce! Questo stronzo che tengo in mezzo alle gambe. Andavo al bar e mi lamentavo con i miei amici, io sono sempre stato una persona lamentosa assai. Mi lamentavo pure cu Pepp’, kell’ata faccia e’ cazz’. E Peppe, che non ce la faceva più,  e grazie! perché lui si è preso una moglie venti anni meno di lui.
Peppe una volta mi dicette:
 Affo’ neh ma pekké nun ti vai a fa’ na puttana?
Gesù, ci risposi, e sai quante malatie mia ammisca a me?
Ma che cazz’ dici Affo’, chelle usano tutte quante u’ preservativo, so’ finuti i tiempi dei bordelli! Sono finiti i tempi in cui esistevano i bordelli!
 Si’ sicuro, oi Pe’?
Ma stai pazziann’, e chisti tiempi si truovi a una che fa’ senza t’ pav’ quatt birre!  E po’ m facc’ dicer’ a te addo’ sta che c vak pur’io!
Mi feci la scommessa con Peppe. Mi giocai quattro birre e una stecca di sigarette di contrabbando che io ci andavo. Se non ci andavo gliele davo a lui e se io andavo con le puttane me le dava lui a me!
Io tenevo un fratello Pasquale Capatosta, che era tanto un brav’uomo. Pure lui casa, lavoro e chiesa.
 Ue’, ma vuie u’ sapite che la prima volta che andai dalle puttane che si mettono nella campagna vicino al fiume, contemporaneamente, ma che dico, nello stesso momento che io arrivavo con Teresa, una di queste che si faceva chiamare Terri, ma io l’ho sempre chiamata Teresa, e vi dicevo negli stessi ora e minuto, Pasquale avette un infarto e schiattò, così senza dire niente a nessuno, e, diversamente da me che mi lamento sempre, non ebbe il tempo di lamentarsi che era già muort’.
Cos’ a sci’ pazz’, una cosa da dare di matto!
Comunque io, una volta cominciato ad andare con le puttane, ci continuai ad andare per 4-5 anni. Poi mi feci un po’ vecchio e, semp’ stu strunz’ che tengo in miez’ i’ cosce, cominciò a non funzionare più bene. Cioè funzionava, ma siccome mi veniva la voglia quando stavo a casa e Concetta ormai aveva chiuso le porte e non mi faceva fare niente più, per mentre che andavo da casa mia fino al posto dove stava a faticare a 20 euro la botta, ma a me qualche volta mi faceva pure lo sconto a 15 euro, quello si ammosciava e Teresa, che ormai ero entrato in confidenza mi diceva Affo’ tu ti devi prendere qualcosa se no, adesso siamo amici, butti solo i soldi con me perché se non si indurisce non entra. Io non posso farci nulla. Un po’ di pompino te l’ho fatto, un bel po’ di sega pure, che altro posso fare? Teresa era dell’Albania e aveva fatto l’università a Roma, parlava l’italiano meglio di me, pure se nun ci vuole assai, u’ssaccio, questo lo so!
Andai dal medico della cassa mutua che si chiama dottor Porrone ma tutti dicono che si chiamava Porcone e che ha pagato e si è fatto cambiare la “c” con la “erre” nel cognome.
Buonasera, dottor Porrone, io tengo un problema! E lui: accomodatevi, Affonzo, e ditemi tutto sono a vostra disposizione. Gli raccontai il fatto e lui annuiva e pareva che non si meravigliasse, mi sono scordato di dirvi che più o meno, il dottore c’ha la stessa età mia.
Mi fece una prescrizione di una pillola da prendere un’ora prima delle “prestazione sessuale” come dice lui, cioè della sciammerika, come dico io. Però si raccomandò: Affonzo, voi avete quasi settanta anni, ve ne potete prendere una alla settimana, non di più. E così feci. Andai da Teresa, che mi voleva bene e dissi: è arrivato il momento della vendetta! Teresa all’inizio non capiva, poi toccò da sopra al pantalone e fece: e che è successo? Bocca-fica, come dice Teresa, e pure le altre, e così mi feci una sciammerika che non mi ricordavo quanti anni prima me l’ero fatta, una così.
Mi infervorai. Così una settimana andavo da Teresa detta Terri, e quella dopo da una giovane, una dell’est che teneva venti anni, così diceva, che diceva si chiamava Natalia detta Chantal. E all’inizio me ne sono visto bene.
Poi successe una cosa. Mi pigliai u’ pinnulo un’ora prima e andai sul posto dove stava questa giovane. Pioveva. Di solito, pure se all’inizio non si vede, lei lascia la sedia sulla strada per dire che sta con un altro cliente e che torna dopo 15-20 minuti. La sedia però non ci stava. Aspettai lo stesso, perché era domenica e Teresa la domenica si riposa. Dopo 1 ora e mezza che mi ero preso u’ pinnulo, cominciai a sudare freddo e mi veniva da vomitare pure. Maronn’ , madonna, come mi sentii male quel giorno. Tornai a casa e mia moglie mi fece pure una cazziata perché aveva trovato la scatola delle pillole, e lei è casa e chiesa, ma mica è deficiente!
La domenica dopo, mi pigliai un’altra pillola e questa volta la trovai a Chantal. Glielo dissi, tu mi fai murì! M’ero pigliat u’ pinnulo domenica scorsa e nun t si’ fatta trova’. A Chantal pure gli dispiacque, ma sai quella che se ne fotte veramente? È giovane, ma è tanto bellella! Poi mi fa bene i bucchini, cosa che mia moglie, se glielo chiedevo quando aveva la sua età, l’età di Chantal dico, che già eravamo fidanzati io e Concetta, mi sputava in faccia e, perciò, io non glielo ho mai chiesto.
Chantal mi stava pure a sentire dopo la sciammerika,  io sono lamentoso e le dicevo sempre: mio fratello Pasquale è già muort da cinque anni, e io me lo sento, secondo me è l’ultima volta che ci vediamo, sto pe muri’ pur’io!
Chantal si metteva pure  a ridere, ma io me lo sentivo veramente. Però questa cosa che stavo per morire gliela dicevo già pure a Teresa quando andavo da lei, che ci posso fare se poi non morivo, io me lo sentivo così.

© 2016 Prospettiva Monka e tutti i racconti di questa rubrica sono copyright Stefano di Stasio. La riproduzione, anche parziale deve essere autorizzata per iscritto dall’autore. Eventuali abusi saranno perseguiti in termini di legge.

domenica 26 febbraio 2017

STATISTICHE di accesso a Parole e Fotografie, 
Provenienza Geografica Pubblico dell’ultimo mese dal 14/02/2017 al 15/03/2017:
Stati Uniti
411
Italia
313
Germania
289
Russia
111
Francia
91
Irlanda
15
Paesi Bassi
6
Ucraina
5
Spagna
3
Lituania
3



Oggi vi presento la seconda storia che ho scritto per la rubrica Prospettiva Monka.
L’Editoriale lo trovate al link:
Come sempre i fatti e i particolari vi appariranno veri e verosimili,  mutuati, come sono, dalla inchiesta sul campo da me condotta sul tema della prostituzione sulla strada, il “meretricio” come diceva uno sceriffo che ho conosciuto. I personaggi, viceversa, sono opera di fantasia.
Ma tant’è, provate a capovolgere per un attimo la prospettiva e a tornare a 2000 anni fa…
Buona lettura!


La rubrica Prospettiva monka è © 2016 Stefano di Stasio

Soundtrack consigliata:


© 2016 Stefano di Stasio. La riproduzione, anche parziale, dell’articolo che segue deve essere autorizzata per iscritto da Stefano di Stasio. Ogni abuso sarà perseguito in termine di legge di salvaguardia del diritto d’autore.


PM267 P / la COMETA



  1. Un ratto peloso, incurante di ogni aliena presenza, mordicchiava un’arancia, piccolo sole nel buio della spazzatura. Che cazzo di freddo stasera. Si soffiava con l’alito sulle unghie finte, colorate di smalto semipermanente e si massaggiava le cosce, che assieme allo slip e alla parte inferiore del culo, facevano capolino, sotto a una ridotta minigonna orlata di pizzo a maglie larghe, mettendo in maliziosa evidenza la sua merce sopra a due stivali col tacco alto a spillo. Si tirò su le calze nere autoreggenti, che l’ultimo cliente le aveva sfilato alla ricerca di un orgasmo scomodo e improbabile. Imprecò contro un camionista che passava e la stava salutando dalla cabina del suo mezzo con la sirena, quella che quando uno la sente pensa di stare sul molo che arriva il vaporetto, e ti fa sobbalzare.

  1. Gli asciugava la pelle raggrinzita di liquido amniotico e ancora coperta di sangue. Recise con i denti la placenta, come le aveva insegnato sua cugina Elisabetta, e la ripose nella mangiatoia sul fieno ghiacciato. Le bestie nella baracca, emettevano complici muggiti e fremiti, osservando, con i loro occhi grandi e lucidi, quanto si dava da fare Giuseppe per esserle di aiuto e quanto Maria, quasi a dispetto, non se ne curasse. Fuori i pastori gonfiavano con fiato possente le vele delle zampogne accanto ai loro fuochi notturni.

  1. Si era fermato un SUV nero con al volante un grassone con gli occhiali e l’i-phone in mano, che sudaticcio ancora eruttava i fumi del pranzo di Natale. Quanto? Le chiese. E lei: 20 euro bocca/fica, come sempre. Se mi fai fare senza guanto ti do 30. Vaffanculo! Fu la sua risposta. Poi si ricordò che erano tre ore che stava al freddo e non batteva chiodo. Lui se ne accorse e mediò da vero sciacallo dicendo Facciamo con il preservativo ma ti do 15 euro. Mary, di nuovo, pensò al freddo e alla fame. Mugugnò qualcosa a denti stretti e annuì. Sapeva che non doveva abbassare i prezzi. La sua collega romena, la grassona della baracca a fianco con le mani da uomo, già una volta le aveva stretto le dita al collo. Stronza! Non ci rovinare la piazza, aveva detto, io a casa ho tre bambine da mantenere! Eh sì, parlava bene la balena bionda. Lei i prezzi non li abbassava, era vero, ma lei però faceva i bukkini ai vecchi senza preservativo. Diceva che tanto i vecchi chiavano solo con le mogli e non portano malattie. E così tutti i settantenni che prendevano u’ pinnul’, la pillola blu, un’ora prima, andavano da lei. Lei ci raccomandava di non dire niente a nessuno e, a ognuno di loro, diceva che stava facendo uno strappo alla regola delle puttane solo per lui. Così i clienti non parlavano di questo fra loro, la voce non girava e ognuno tornava da lei. I vecchi, si sa, con il preservativo non riescono ad arrivare, non l’hanno mai usato in vita loro. Mary salì in macchina, sul sedile di fianco al grassone, che intanto già aveva cominciato a sudare copiosamente di volìo e eccitazione, e gli indicò di proseguire sul sentiero buio, fino a una siepe lontano dalla provinciale e anche da sguardi troppo indiscreti. Questi, i clienti, ci avevano tutti la moglie a casa e, cazzo, se temevano che qualcuno, passando notasse la loro macchina e andasse a riferire. Kazzo, ne erano terrorizzati e Mary lo sapeva. Se la moglie scopriva le zozzerie del marito se lo sputtanava davanti a tutti i parenti, ma, soprattutto, lei perdeva un cliente.

  1. Il bimbo vagiva più forte. Maria fece per allattarlo, sperava si chetasse, ma era inutile, aveva ancora acqua nei polmoni di neonato e non riusciva a deglutire. Maria, lasciami fare una volta! - le sussurrò Giuseppe. Per una volta gli diede retta. Il padre sollevò le piccole braccia del figlio dell’Uomo e gli battette delicatamente la schiena. Immediatamente i vagiti disperati si tacquero e fu silenzio.

  1. Fammi prima il bukkino, se no non intosto! Mary si accucciolò sul ventre pingue dell’uomo e andò alla ricerca del piccolo cazzo sperduto fra i rotoli di grasso dell’addome. Lo trovò, nascosto come una lumaca che si ripara dal sole attaccata sotto una foglia di lattuga. Smanacciò un poco, almeno quel tanto per riuscire a sostenere il preservativo e riuscire a srotolarcelo sopra. Cominciò a succhiare schifata. Le veniva il vomito, ma non tanto per quel boccone di traverso, quanto per l’odore putrido dell’uomo, che, forse, non riusciva nemmeno a usare il bidè tanto era obeso. Andava di sotto e di sopra, lavorando di grosso e di fino con la lingua e nel frattempo il grassone, con gli occhi chiusi, riempiva l’abitacolo del suo SUV del cazzo di fremiti di piacere dai toni bassi e quasi di lamento, simili ai latrati di un cane.

  1. Giuseppe restituì l’infante chetato alla madre. Per una volta si era sentito utile l’oscuro falegname di Nazareth, lui che per mestiere era utile e necessario e che, invece, per volere di un dio minore della sua tribù, da quando aveva conosciuto quella ragazza gravida di un altro, era stato costretto all’esilio per fuggire il disprezzo e lo scherno di quanti conosceva e stimava. Avrebbe dovuto ripudiare la promessa sposa secondo l’usanza ebraica. Aveva cercato di farlo in segreto. Ma non ne aveva avuto il coraggio, era un brav’uomo, non era abituato a farsi rispettare. Così si era chiesto se davvero questo fosse il disegno di un dio.


  1. Mmm, aah, vengo! Il chiattone era venuto dopo nemmeno un minuto di coito e quando ancora ce l’aveva mezzo moscio. Che buffone! - pensò Mary - voleva fare senza guanto ed è bastato che sentisse l’odore della fica per qualche secondo per arrivare! Stronzo, dammi i miei 15 Euro! Dammi il resto di 100. E dove cazzo lo prendo, sei il primo stasera. Aspettami nella baracca, vado al distributore di benzina e mi faccio cambiare la banconota da 100 euro. Mary imprecò in albanese, la sua lingua natale, mentre il SUV si allontanava veloce. Quando era incazzata veramente, davvero non riusciva a imprecare in italiano. Sapeva che quello stronzo figlio di puttana non sarebbe mai tornato per pagarla. E fu allora che, disperata, alzò gli occhi verso il buio pesto del cielo, per trovare conforto e quasi per chiedere a chi sta in alto, il perché di quello che le capitava, facendo quella vita di merda. Aveva la vista acuta Mary, fin da quando, bambina sui monti di Albania, avvistava l’aquila, mentre badava al pascolo dei tacchini fra i boschi. Ma stasera c’era una cosa strana a destra della costellazione del piccolo carro. Sembrava una piccola striscia d’argento. Aguzzò lo sguardo, e fu allora che comprese l’oggetto che stava osservando. Cazzo era una cometa. Brillava fulgida sulla volta celeste ed era il giorno di Natale di duemila anni fa.

martedì 7 febbraio 2017

Editoriale dei 22000 accessi

Cari lettori di PeF, ebbene sì: sento il peso della responsabilità, ora che il blog, ma io direi il giornalaccio, alla toscana, da me diretto, ha raggiunto i 22000 accessi. Vi do alcune delle percentuali di provenienza:


Italia
12277    56% 
Stati Uniti
2917      13%
Russia
1467        7%
Germania
1334        6%
Francia
757          3%
Polonia
455          2%



Questo nella storia di sempre, cioè dalla fondazione del giornalaccio a Maggio 2010. C'è da dire che, negli ultimi mesi, il numero di utenze da Stati Uniti, Germania e Russia, ciascuno preso singolarmente, ha superato, e talvolta di molto, i collegamenti da Italia. Chi vivrà vedrà. Per ora grazie a tutti, Italiani, Tedeschi, Russi, Americani ecc. ecc.


Vi annuncio due novità di PeF: 

la primaSta per partire una rubrica di recensione di libri, si chiamerà Book Target © 2017 di Parole e Fotografie.

la secondaA breve, saranno pubblicate storie del tutto inedite, a continuazione della rubrica Prospettiva Monka di cui potete leggere l'editoriale e la prima storia ai link:

Sono storie minime, ma sono storie vere. Ogni dettaglio non è frutto di immaginazione ma di una massacrante, anche per il portafoglio, inchiesta sul campo svolta dal sottoscritto, durata 10 mesi, sul tema della prostituzione ambulante, cioè sulle prostitute che esercitano ai bordi delle nostre strade. 
Un consiglio spassionato: non ve le perdete queste storie di Prospettiva Monka! © 2016 di Parole e Fotografie.
Queste cose, su o da altre fonti, non le leggerete MAI! Scommetto quello che volete. Grazie!

Stefano di Stasio


mercoledì 28 dicembre 2016

E venne Dicembre nell'anno del Signore 2016. E portò a PeF oltre 2000 ACCESSI!
Sono perfino imbarazzato. In un solo mese, Dicembre 2016, oggi è 31/12 h23:00, conto 2260 accessi. Sono proprio tanti. In tutta la storia di questo blog, che comincia nel lontano Maggio 2010, i massimi relativi registrati si leggono 1059, 1066, 1264 accessi/mese.
Che dire? GRAZIE a TUTTI!
Grazie soprattutto ai redattori Giuseppe Mocci, Paolo Papiro, Antonello Cantiello e Giuseppe Perretta. Grazie a mia figlia Sigrid per i suoi valorosi consigli, nonostante abbia solo 13 anni!
A tutti giunga, come si dice in Francia, anche se la semantica può essere discutibile, l'expression de mes meilleurs sentiments.
Bonne année 2017! С Новым 2017 годом! Happy new year 2017! Feliz año nuevo 2017! Frohes neues Jahr 2017!
Stefano di Stasio

Italia
544
Russia
409
Stati Uniti
395
Germania
296
Polonia
198
Francia
72
Paesi Bassi
48
Irlanda
20
Canada
16
Ucraina
14

P
rovenienze geografiche degli accessi 
a PeF nel solo mese di Dicembre 2016 . I collegamenti da paesi con meno di 14 accessi non sono indicati
.

domenica 4 dicembre 2016

Piddisti Renziani e Napolitanisti Emeriti:
ARRENDETEVI, SIETE CIRCONDATI!

Mi rivolgo ai Nuovi Partigiani del PD: il vostro segretario vi ha portato allo sfascio, ha reso ridicole quelle radici rosse e comuniste della vostra formazione politica. Rivolgo a voi un appello accorato, con ardore, in tasca porto sempre la tessera del PCI di mio nonno, tessera N° 482713, anno 1945, firmata da Palmiro Togliatti, con sopra in alto a sinistra scritto Proletari di tutti i paesi unitevi!

Sbarazzatevi di questo distruttore! Fate quello che k. volete, fatevi un nuovo partito, alleatevi con i valorosi del M5s, qualsiasi cosa. Avete sulle spalle la responsabilità di tanti vecchi militanti: di mio nonno, falegname, che vi regalò la sua fedeltà per tutta la vita mangiando pane e fagioli in un lontano Natale degli anni ’20 comprati con la paga di guerra del primo conflitto mondiale; di tutti i Partigiani delle brigate Stella Rossa, Garibaldi, GAP, SAP e molte altre, di cui, mi scuso, non conosco il nome; di Palmiro Togliatti, membro della Assemblea Costituente affianco a De Gasperi e ai cattolici della Democrazia Cristiana; di Enrico Berlinguer, con il quale il “presidente emerito” ebbe sempre rapporto contraddittorio, lui, il presidente emerito, troppo amico di Bettino Craxi; di Pietro Ingrao che “voleva la luna”, di Armando Cossutta, di Giancarlo Pajetta, della eccezionale signora di Montevarchi, che regalò 2 milioni di allora per costruire la Casa del Popolo e che adesso rivuole, affianco al tricolore, la bandiera rossa sul balcone dell’edificio!

Liquidate questa effimera e avventata figura bamboccesca, espressione delle famiglie bene toscane di finanzieri e speculatori. La gloriosa terra Toscana di tante formazioni partigiane, davvero, non merita Renzi! Affondate le vostre nuove radici là dove è naturale che una forza moderata di sinistra le affondi: nei ceti popolari, fra i pensionati a pensione decurtata, dei lavoratori a cui erano stati promessi jobs act e mutui a volontà e che, invece, si ritrovano con in mano i voucher.

Ve lo ripeto: sbarazzatevi in fretta di Renzi. E sbrigatevi, perché se gli darete ancora credito, entro due anni, il vostro PD non esisterà più. Personalmente, io rimango dall’altra parte della barricata, fra le fila del Movimento 5 Stelle ma, tuttavia, vi auguro buona fortuna, ex-compagni!




domenica 27 novembre 2016

RèG 18. 4 Dicembre 2016:
l'arroganza di Renzi cade sotto il fuoco Partigiano dei NO! Perdura lo que el Pueblo defiende

Renzi ha tradito i valori della Resistenza, ha profanato il sangue dei nostri padri che è stato versato per cancellare dalle nostre pianure e montagne l’ignominia fascista. 
Ha tradito, con mandato del presidente emerito, carrierista sedicente PCI e addetto culturale del circolo balilla all’università la Sapienza durante il fascismo. 
Ha mentito, spudoratamente: ai vecchi pensionati, gabbati dalla sera alla mattina dalla legge sulle banche, ai giovani, cui ha promesso mutui per mezzo del jobs act e ai quali ha poi rifilato voucher, agli Italiani in età lavorativa, confermando la legge Fornero, la ricetta killer più feroce del sistema bancario per avviare ai campi di concentramento della vecchiaia le prossime generazioni di pensionati.
Ha mentito agli elettori, mostrando una scheda falsa di elezione al senato, ha mentito contrabbandaando per nuovo una legge che comprende 47 (QUARANTASETTE) articoli della nostra Costituzione, quando questa prevedeva che PER OGNI ARTICOLO VARIATO si indicesse un referendum costituzionale.
Link:

Hint for SOUNDTRACKs:
https://www.youtube.com/watch?v=6TvCfFvPdWs

Oggi, tutti i nuovi Partigiani, con la mano guidata dai vecchi valorosi combattenti, mai muoiono gli eroi, hanno aperto un fuoco di fila di NO nell’urna elettorale.

NO a Renzi, mai eletto dal Popolo, che è stato capace, con i suoi portaborse e servi del PD di spaccare il Paese, mettendoci gli uni contro gli altri per discutere di ignobili questioni di potere (la clausola di supremazia nella "riforma" della costituzione proposta da Renzi te la ricordi?), mentre i pensionati e i disoccupati rinunciano alle cure mediche e si lasciano morire di tumore e leucemia!
NO a Renzi che ha abbandonato il SUD, culla della civiltà italica, fornace di intellettuali e uomini valorosi (indovina dove Federico II, l'imperatore stupor mundi, fondò la prima università del suo impero italiano, non te lo ricordi? lo so! oppure il generale Armando Diaz che salvò il culo ai Savoia dopo Caporetto, lo sai, Renzi di dove era? E secondo te Aldo Moro e Enrico Berlinguer di dove k erano, povero grullo?).

Personalmente provo grande compassione per il presidente del consiglio, il presidente emerito e tutti i portaborse attaché dei sistemi di potere finanziario e politico. Non so se il mio personale animo compassionevole sarà condiviso dagli altri compagni e cittadini Italiani.
Di solito quando si leva il Popolo, purtroppo, il sentimento dominante è la RABBIA! 

Per Renzi e il presidente emerito nessuna pietà, vadano FUORI dal PARLAMENTO della REPUBBLICA o, altrimenti, che siano giudicati dal Popolo Partigiano! Vae victis!

© Testo di Stefano di Stasio

SOUNDTRACKs d’OBBLIGO,
dedicate a Matteo Renzi e al suo karaoke a Radio Capital del 27/11/2016:


RECORD ACCESSI ASSOLUTO di PeF in NOVEMBRE 2016
Il numero di collegamenti nel mese di novembre alle h24 del 30/11/2016 è pari a 1264!
Frantumati i massimi locali di Ottobre e Aprile di quest’anno, 1031 e 1056, rispettivamente, e di Gennaio 2012, che era 1059. 
La redazione di Parole e Fotografie arruola l’ottimo Giuseppe Perretta, chimico di valore e stakanovista lavoratore di laboratorio (uno dei pochi), che affianca Antonello Cantiello, Paolo Papiro e Peppe Mocci, oltre al sottoscritto Stefano di Stasio
Che dire? PeF può contare su 5 persone che insieme fanno un pocker di culture talmente vasto da poter generare perfino inquietudine, e, dunque, prezioso come la mirra nelle carovane del deserto del Sahara o del Gobi all'epoca di Cristo. 5 persone che, vi assicuro, senza falsa modestia, potete vedere come 5 STELLE o ÉTOILES, se amate il francese.
GRAZIE!

FONTE:
Brano musicale noto come Makhnovtchina da Nestor Makhno, anarchico rivoluzionario ukraino. Inno prima dei partigiani Ukraini e poi dei partigiani dell'Unione Sovietica durante la seconda guerra mondiale.